mi sono reso conto di una cosa: ho tante fotografie in archivio. tante. ma proprio tante! sono fotografie fatte a cose, persone, amici, paesaggi, animali. ho fotografato di tutto. anche le semplici passeggiate in giro per la città. quelle passeggiate che mi sono concesso tra una crisi identitaria e un “non so bene cosa farò della mia vita”. quando pensavo ancora che uscire, passeggiare e scattare delle semplici foto potesse essermi d’aiuto. tutte le mie fotografie sono fotografie terapeutiche, mi hanno aiutato a stare meglio. non le ho mai pubblicate, o almeno non tutte. ho sempre pensato che alla gente non fregasse un cazzo delle cose che ho fotografato. poca tecnica, contenuto discutibile eppure così importanti per me. ora invece ho notato che quasi tutte le riviste radical chic, che hanno un’aura da rivista impegnata, pubblicano proprio questo genere di scatti. con una differenza: devono dargli per forza un’allure da fotografia autoriale e intimistica. perché?
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